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Sport is just a beginning...è questo il titolo di un breve business book che passa tra i banchi della sala conferenze al Miejski Stadion, lo stadio dove gioca il Wisla Cracovia, squadra principale e più titolata della città; il luogo è un bellissimo, ampio e luminoso spazio di forma circolare, interamente a vetrata, con vista sul terreno di gioco all'intersezione tra la tribuna principale e il lato corto del campo; è lo spazio dove avviene l'ultimo incontro, dopo tre giorni di permanenza, di noi ragazzi del Master SBS presso gli impianti polacchi protagonisti e co-protagonisti di Euro 2012.
Quando la vetrata viene coperta per intero da teli scuri attraverso un sistema automatizzato, e la sala con le sue teche piene di trofei e opere artistiche si oscura, Piotr Nalezyty e Joanna Krupska, responsabili dell'area marketing del Wisla, ci mostrano un breve video emozionale che ripercorre la storia piena di gloria e successi della squadra polacca che fieramente porta una stella bianca sul proprio petto; la white star, simbolo del team, brilla di innumerevoli successi sportivi e in essa si incarnano passione e valori che legano migliaia e migliaia di tifosi; eppure, e in virtù anche e soprattutto di questo, la stella bianca non è semplicemente lo stemma di una maglia che contraddistingue una famosa squadra di calcio...
La stella è un marchio prestigioso, è un marchio attorno al quale si può generare un business importante; perché, come ci raccontano i nostri interlocutori facendo riferimento a quel libro che facciamo passare tra i banchi, il quale non a caso in copertina unisce alla scritta la stella, il lato sportivo è solo l'inizio, è il nucleo attorno al quale ruota il tentativo di costruire, attraverso strumenti e strategie manageriali, delle dinamiche che rendano il club profittevole o, quanto meno, economicamente competitivo; anche vista e considerata l'entrata in vigore dei rigidi parametri e controlli sul bilancio dell'Uefa Financial Fair Play cui dovranno sottostare tutte le squadre, e il Wisla è una di queste essendo quest'anno in Europa League, che partecipano a competizioni europee; la strategia della società passa in questo senso, come ci raccontano i suoi dirigenti, attraverso la modernizzazione dell'impianto e iniziative ad essa correlate: è come se lo stadio diventasse la leva la quale fa si che "lo sport sia solo l'inizio"...l'inizio di innumerevoli attività di business che muovono attorno al contesto "puramente" sportivo e competitivo della squadra, e che hanno, come loro luogo privilegiato di attuazione, proprio lo stadio...
(Lo stadio Miejski di Cracovia, ospita le partite casalinghe del Wisla; è un impianto recente (del 2009), con una capienza di 33.000 posti. Durante gli Europei sarà la sede degli allenamenti della Nazionale Olandese di Wesley Snejider)
Mentre scorro le pagine del book che ho tra le mani, penso a quanto lontani siano ormai i tempi del recinto sacro dello sport decantato dalle visioni di De Coubertin, dove l'homo oeconomicus non poteva avere accesso, di quanto risuonino ormai anacronistiche le parole di un vecchio presidente del Cio, Averi Brundage, per cui "Sport is sport, business is business", di quanto ormai l'homo ludens sia incontr overtibilmente in tresca con l'homo faber! Sport is just the beginning, perchè lo sport è il veicolo del business da cui ormai nel contesto sportivo non si può prescindere! E anche quel book che ho ora tra le mani altro non è che un prodotto di marketing che il Wisla Cracovia predispone per le proprie attività di sponsorship, attraverso cui cioè viene indicata e promossa una serie di benefits che la società intende offrire alle aziende o agli sponsor che stringeranno con lei delle partnership. Vi sono, tra le prime pagine, le immagini degli sky-boxes, che sono stati da poco allestiti allo stadio.
(Una fase della visita allo stadio del Wisla, qui in uno degli sky-box strutturati per una clientela business: il club polacco organizza molte attività b2b riassunte dal dottor Nalezty nel corso del suo intervento)
Ne abbiamo visitato uno poco prima; anzi, è il primo spazio della struttura in cui siamo entrati appena arrivati al Miejski Stadion, un impianto di 33.000 posti, in ampia fase di ammodernamento, che oltre ad essere la casa del Wisla sarà anche il luogo dove la nazionale olandese, tra le favorite del prossimo europeo, svolgerà i suoi allenamenti di preparazione alle gare. Vi abbiamo avuto accesso appena saliti dalla scalinata situata all'entrata, anch'essa ad ampie vetrate, dello stadio: vi è un'ampio corridoio lì, interamente di moquette scura, e le pareti colorate di un rosso intenso, ma tutto il resto è completamente spoglio, fatta eccezione per cartoni e imballaggi che testimoniano dello stato di lavori in corso; sulla porta, anch'essa scura, è stampato in un grigio metallico il logo del Wisla, con la sua stella bianca che brilla al centro: lo sky box in cui entriamo è molto elegante, con minimali ma comode poltrone bianche e nere, un tavolo e un piccolo piano cucina, e quadri che ritraggono i successi del club alle pareti; accediamo di qui anche alle tribune da cui ammiriamo l'interno del catino dello stadio, dove capeggia, sulla tribuna di fronte a noi, la scritta Wisla 1906, ma soprattutto un enorme stella bianca sui seggiolini del lato corto a sinistra, dove si posizionano i tifosi più accaniti della squadra.
Il logo del Wisla Cracovia, con la stella al centro del simbolo della società che quest'anno disputa l'Europa League)
Scattiamo qualche foto e visitiamo poi un'ampia sala spoglia e scarna che sarà, ci spiega Nalezyty, adibita a ristorante; scendiamo negli spogliatoi che prevedono una zona massaggi, una zona sauna, una zona relax con ampie vasche, e una piccola area palestra dove i giocatori svolgono il riscaldamento prima di entrare in campo; risalire il tunnel ed entrare sul terreno di gioco, stare ai bordi del pitch innevato, sedere sulle panchine con il logo Europa League è sempre una grande emozione, che siamo fortunati a vivere...
e allora scherziamo, scattiamo qualche foto ricordo e ci godiamo questi ultimi momenti del nostro viaggio in Polonia...
Il responsabile ci conduce poi in un'area situata nella tribuna opposta, dove ci sono gli uffici del club, e poi giù, al pianterreno, un piccolo negozio di merchandising che, ci dice, è soltanto provvisorio in attesa di un più grande e strutturato club store, e la biglietteria ufficiale dove c'è qualcuno che acquista biglietti; passiamo poi anche per una piccola piscina all'interno della tribuna lato corto, quasi il triste e male organizzato retaggio di un'ambiente non sfruttato, dove talvolta i giocatori, ci dicono, effettuano gli allenamenti; e mentre raggiungiamo finalmente la luminosa sala riunioni dove Nalezyty e Krupska svolgono il loro intervento sulle attività di business del club, scambiamo qualche opinione sul fatto che se il primo giorno a Cracovia è stato il contatto nuovo e stupefacente con la realtà degli impianti polacca, lo stadio del Wisla di oggi non è ancora al passo con il livello di modernizzazione visto per gli impianti sedi delle partite di Euro 2012 e toccato poi con mano nello stadio del Legia il secondo giorno a Varsavia: è una realtà in transizione, in trasformazione, è il tentativo, per ora solo in divenire, di fare di uno stadio di calcio qualcosa di più che il luogo di una semplice competizione sportiva...
Just a beginning...scorrendo quel book comincio a pensare che mai titolo possa essere più adatto alla giornata che stiamo vivendo, e mai slogan possa rappresentare di più il cambiamento che l'impulso di Euro 2012 sta facendo vivere alla Polonia: non semplicemente la costruzione e la ristrutturazione degli stadi, ma il tentativo di contestualizzarli nella cultura dello stadia management, della managerialità con cui gestire gli impianti e promuovere azioni di business correlate agli stessi o alla società sportiva che li deve far fruttare; penso inoltre non solo al nuovo concetto di stadio che in questi giorni in Polonia abbiamo imparato a toccare con mano, ma in senso ampio a tutte le attività veicolate dai prossimi europei, e che esulano dal contesto di ciò che avverrà sul terreno di gioco: alla vasta rete di strutture e infrastrutture con la quale i polacchi intendono modernizzare il paese e promuovere questa immagine a livello mondiale, alla rete ICT (Information and Communication Technology) sviluppata attraverso tutte le principali città, alla cultura di ospitalità e attenzione al cliente impartita ai cittadini attraverso corsi di lingua e customer relations (oltre ai corsi più specifici per l'ampia rete di volontari e professionalità che interverranno in diverse aree durante l'evento), ai servizi offerti ai fan e tifosi ospiti riassunti nella Polish Guide, come ad esempio la polish pass, una card che racchiude in sè diverse facilitazioni per il tifoso ospite, le fan zone, aree multiculturali dove celebrare, attraverso la visione della partite su maxischermi e altre iniziative collaterali, il festival del pallone (con una capienza di 200000 ripartite solo nelle 4 città sedi di gare ufficiali), progetti e pacchetti sportivo-culturali e altri ancora...Yes...Sport is just a beginning!
Quando finisce l'incontro, nelle assolate ma sempre gelide prime ore pomeridiane ci godiamo un ultimo giro per le affascinanti antiche e nuove strade di Krakow, chi alla ricerca di qualche tipicità locale, chi immerso nel globale del centro commerciale...gli ultimi acquisti, le ultime foto, e si riparte...
Il viaggio in Polonia è terminato...ritorniamo a Treviso stanchi, ma il confronto con una realtà nuova e affascinante allo stesso tempo riempie il bagaglio di emozioni forti e di esperienza in più, che porteremo sempre con noi...
Nel frattempo, quelle parole, mentre guardo il tramonto dai finestroni dell'aeroporto pensando al futuro, risuonano ancora nella mia testa...forse, anche per noi, Sport is just a beginning...
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