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   Sei in :  HOME // NEWS // ARCHIVIO // 2012 // 03 // 16 // IL DIARIO SBS DEL VIAGGIO A TORONTO




IL DIARIO DEL MASTER SBS A TORONTO

Tommy Dal Santo, studente della VII edizione SBS, racconta i primi giorni del viaggio studio SBS a Toronto 


(Foto di gruppo degli studenti al Rogers Centre di Toronto)

DAY 0 MY DIVINER
..."Una storia raccontata finché le parole saranno fatte di respiro, e il respiro...di vita": sono queste le parole con cui termina il film Anonymous, parole riferite ai poemi di Shakespeare; le ascolto sul volo che da Venezia mi porta a Toronto, coi i miei compagni del Master SBS, diretti ad ammirare l'organizzazione e il management del modello sportivo americano.
Le ascolto e mi rimangono dentro, mi urtano nel profondo, mi contorcono: perché è come se nelle parole, nella poesia, si condensassero gocce di vita, di gioia, di dolore, di emozioni forti...come quando, in una bellissima giornata di sole,  in decollo una splendida Venezia scivola via sotto ai tuoi occhi, come quando ti addentri tra le nebbie mitteleuropee dello scalo di Francoforte...come quando una canzone ti fa assaporare la malinconica dolcezza di partire  mescolandola con la domanda e l'attesa di ciò che si trova di là, oltreoceano - lo spaesamento, l'erranza dei viaggiatori, my diviner... tutte gocce che evaporano, svaniscono presto, dalla pelle in cui sono scritte; il corpo, la pelle, dove si incarnano le emozioni, i ricordi, le attese che abbiamo...e le parole, come gocce estrapolate che scorrono veloci su di essa; perché le parole sono fatte di respiri, e i respiri...di vita! Le parole hanno un corpo, ma è come una piuma sottile al vento, è un corpo leggero che danza e fluttua leggero nell'aria, è un corpo che si libra attorno alla nostra pelle, ai suoi respiri, è un corpo di gocce che evaporano nell'aria...

Uno scorcio di Toronto

E tuttavia abbiamo solo le parole, per dire...Noi siamo qui, forse per dire (R.M.Rilke) dice il poeta...abbiamo bisogno di dire, di raccontare ciò che ci si scatena dentro, ciò che anima le nostre viscere e dà corpo alla nostra esistenza...e abbiamo solo le parole, queste gocce leggere, questi atomi di corpo e d'aria al contempo. E così, appena vedi le macchine scorrere veloci e illuminare come tanti puntini lucenti le highways, appena gli skycrapers regalano luci e colori di un altro continente, di un altro mondo, appena passa la notte luminosa e al Four Points Sheraton Hotel il mattino ti regala l'immagine incantata del Ontario Lake, senti il bisogno di dire, e raccontare, almeno in parte e per quanto possibile, quelle emozioni che scivolano veloci sulla pelle del tuo corpo...piccole gocce di vita...
 

DAY 1 THAT’S ENTERTAINMENT...Gli Argonauts non hanno nulla a che vedere con quel gruppo di cinquanta eroi che diede corpo alle parole di uno dei più bei racconti della mitologia classica, l'affascinante e avventuroso viaggio a bordo della nave Argo alla riconquista del vello d'oro; Argonauts è semplicemente il nome della famosa squadra di football americano di Toronto, Toronto Argonauts Football Club
That's entertainment! Entertainment, perché il football non è il football della vecchia Europa, la passione fanatica per quella palla presa a calci, la competizione serrata fatta di vittorie e di sconfitte, e poi di sudore, di scontri fisici, di grida e cori dei tifosi sugli spalti...il football non è lo sport che noi conosciamo...e non solo perché non si gioca coi piedi e non ha l'obbiettivo di insaccare la rete della porta avversaria, ma fondamentalmente perché, diversamente dallo sport europeo, è essenzialmente intrattenimento; il suo tempio, il Rogers Centre di Toronto (dove gioca anche la squadra di Baseball), fa parte, insieme all'Air Canada Centre (dove invece giocano le squadre di Basket e di Hockey della città), del cosiddetto Entertainment centre della città, così come ci vien detto alla Toronto City Hall da Laura Elkin, supervisore della special event e event support section della municipalità della città...



Quello che chiamiamo sport è letteralmente un "affar serio" che in Canada muove un'industria di "3.6 billion dollars": per questo, lo capiamo subito, anche l'istituzione comunale che si occupa dello sport (a Toronto ci sono 8 professional sports team) lavora "like a company", nello staff e nelle divisioni della sua struttura, nelle modalità di lavoro per l'organizzazione di eventi sportivi importanti; eventi sportivi di grande caratura (come l'organizzazione per il 2015 dei Pan American Games, evento internazionale multisport) che hanno l'importante funzione, come ci spiega Robert Kamamoto, sport tourism section, di promuovere la città rendendola attraente agli ospiti che le fanno visita e coinvolgendo le comunità di una realtà multietnica di due milioni e mezzo di persone, dove si parlano ben 108 lingue differenti.

Con Laura Elkin durante l'incontro alla City Hall di Toronto
(Durante l'incontro alla City Hall di Toronto)

Il football rappresenterà quest'anno il maggior evento di richiamo della città: si terrà qui, infatti, a novembre, la centesima edizione del Grey Cup Festival, una sorta di Superbowl dove si affrontano nella finale le due migliori franchigie della lega canadese, la CFL; solo che, come ci spiega il responsabile, a differenza del Superbowl americano, l'evento non è orientato alla pubblicità e al business delle aziende di quella manifestazione (not very corporate), bensì, in linea con la filosofia della città e degli Argonauts, è community oriented: il festival è una festa non solo dei tifosi delle due squadre contendenti che giungeranno nella città, ma di tutti i canadesi, è una sorta di weekend dell'orgoglio nazionale; tutti i fan, da costa a costa, sono al centro dell'evento, e per questo, la partita stessa è attorniata da una serie di manifestazioni di festa che per più giorni coinvolgono cittadini e ospiti: fan zone, concerti, attivazioni commerciali, shopping zone per le famiglie, film festival, street festival, ecc...la città veste letteralmente gli skycrapers e le sue zone principali delle immagini del football, diventa un football village... that's entertainment!

SBS con Toronto FC
(Foto di gruppo al BMO Field con lo staff del Toronto FC)

L'evento, oltre ad essere una forte opportunità per gli sponsor, è dunque soprattutto un beneficio per la comunità, verso cui, oltre all'intrattenimento, si trasferisce conoscenza per l'organizzazione e la promozione di eventi futuri; ma anche, ci spiegano, un'importante driver per il ticketing del football che può, attraverso l'evento, aumentare nella stagione successiva: 22000 è la media spettatori degli Argonauts al Rogers Centre: il ticketing è una revenue stream molto importante, soprattutto per una franchigia che gioca nell'impianto di proprietà di un'altra squadra, quella del baseball: ma, fatto cento il totale, e se questa linea di ricavo vale il 60, l'altro 40% è dato nel match day da food, beverage and merchandising...sono numeri impressionanti, rapportati soprattutto alla realtà degli stadi italiani, dove questo incoming è residuo.

Il Master SBS al BMO Field
(L'interno del BMO Field)

Certo, il football non è il nostro calcio, che loro chiamano soccer...il football qui ha numeri impressionanti: 828mila spettatori televisivi di media (a fronte dei circa 125000 della squadra di calcio): si dirà forse che è normale, dato che il soccer ha nella cultura canadese un'importanza marginale...eppure non è questo il punto...ce ne rendiamo conto nel pomeriggio, appena visitiamo il BMO Field, lo stadio del Toronto FC, la squadra di calcio della città; in uno stadio giovane e misurato (costruito in budget and timing nel 2007, in comproprietà col comune) con una bellissima vista della skyline della città, in una lega giovane di pochi anni, i numeri sono impressionanti: 21000 posti sempre sold out, 16000 abbonamenti per tutta la stagione, attenzione ai costi grazie al salary cap fissato dalla lega a 2,5 milion dollars, contratti di sponsorizzazione importanti per i prossimi anni, risultati sportivi, di riflesso, eccellenti (proprio in questi giorni c'è attesa per la semifinale di coppa con i Los Angleles Galaxy): sono numeri che dovrebbero far riflettere il mondo del nostro calcio in particolare (dello sport in generale), perché la questione non è football o soccer, ma la cultura e la managerialità con cui si affronta il contesto sportivo, qualunque sia lo sport professionistico che si tratta.

Si dirà forse che si parla di entertainment, e non di sport (almeno in una certa accezione del termine con cui intendiamo questa parola), ed è così...ma vien allora da chiedersi se, vista la realtà del mondo sportivo in Italia, lo sport non stia paradossalmente morendo e non richieda, al contrario, per sopravvivere, una cultura dell'entertainment che ancora manca...


(Il Master sugli spalti del BMO Field di Toronto)

La giornata si avvia alla fine con questo spunto di riflessione, ma non finisce ancora...andiamo all'Air Canada Centre, i Toronto Raptors ospitano i Memphis Grizzlies: la partita sul campo è brutta e noiosa, la gente è tutta intenta a fare altro: ridono, scherzano e parlano tra loro, comprano gadgets o merchandising della squadra, mangiano fast food e bevono in abbondanza...i posti di fianco ai miei vengono occupati solo a fine del secondo quarto; nel finale la partita si accende un poco, i Raptors, ancora privi del campione di casa nostra Bargnani, sbagliano l'ultimo tiro e perdono 99-102...mentre lasciamo l'arena riflettiamo tra noi: partita brutta, ma tutto quello che c'è intorno...beh, that's entertainment!

Il pre-partita all'Air Canada Centre
(Il pre-partita all'Air Canada Centre: il riscaldamento dei Toronto Raptors)

DAY 2 NEVER, NEVER, NEVER...Never, never, never....come back here again...be here again...see these things again! Ripete cose del genere Mr. Never, - come lo abbiamo con affetto ribattezzato - mentre ci fa da guida accompagnandoci da uno all'altro dei bellissimi luoghi che compongono la struttura del Rogers Centre; ridiamo e scherziamo di questo personaggio buffo e simpatico, tra una figura da fiaba dei fratelli Grimm e un attore enigmatico di un film di Kubrik, eppure ci rendiamo conto che ha perfettamente ragione: perché l'occasione di entrare in contatto coi posti più caratteristici di questo grandioso stadio non ce l'avremo mai più...ne abbiamo mai visto nulla di simile prima d'ora.

L'interno del Rogers Centre
(Il Rogers Centre in principio detto Skydome di Toronto)

Il Rogers Centre è stato costruito nel 1989, eppure rappresenta ancora, a distanza di 23 anni, una struttura d'eccellenza nel panorama mondiale, nonché un termine di paragone e un caso di studio per quelli che, le realtà europee in primis, si apprestano a dar vita ad impianti di nuova generazione.
Parlare in termini numerici dello Skydome - questo il suo nome originario fino al 2002, quando i namimg rights vanno alla Roger (cable, tv and communication company), Roger Communication che ne è ora la proprietaria -,  basterebbe già a mettere in luce la sua imponenza: costruito in tre anni con un budget di 578 milioni di dollari, di investimenti pubblici e privati, questo stadio ospita un numero impressionante di eventi che possiamo calcolare in circa 250 l'anno, con un record di 302 nel 1997: infatti, oltre ad ospitare le 81 partite casalinghe della squadra di baseball di Toronto, i Blue Jays, e le 14 degli Argonauts del football canadese, è sede di altre importanti manifestazioni sportive, come le finali delle Major Leagues, importanti partite di calcio (per la semifinale di Champions League nordamericana tra Toronto FC e Los Angeles Galaxy erano attesi proprio in quei giorni 45000 spettatori), i giochi della polizia di Toronto, ed altri eventi sportivi vari (persino i Toronto Raptors dal 95 al 98, prima dell'Air Canada Centre, giocavano qui le loro partite in casa); inoltre, un numero esorbitante di altri eventi di intrattenimento, come i spettacolari Monster Jam, Wrestlemania (edizioni 6 e 18, dove viene stabilito il record di 68.237 paganti), concerti dei migliori artisti del mondo (U2, Aerosmith, Madonna, Bon Jovi solo per citarne alcuni - Roger Waters dei Pink Floyd si esibirà qui con The Wall il prossimo giugno!), di cui Mr. Never fa una lista a memoria, sparandola velocissimamente come una mitragliatrice, e strappandoci un sorriso di ammirazione.

Gli studenti SBS al Rogers Centre
(Gli studenti in visita al Rogers Centre, impianto polifunzionale della città di Toronto)

Il fascino dello stadio sta nella capacità di trasformarsi a seconda dell'evento ospitato: le 9 sezioni che compongono i posti a sedere possono scorrere le une sulle altre e, in 16 minuti, dare vita a diverse conformazioni della struttura, la cui capienza varia in tal modo tra i 45 e i circa 60000 posti; il tetto, dove peraltro si situano due enormi teloni che come muri possono scendere e conformare il campo in funzione dell'evento, è la struttura a cupola apribile più grande del mondo che, con un ingegnoso sistema, riesce ad aprirsi e chiudersi in 20 minuti, a seconda delle condizioni atmosferiche.

Ci sono inoltre 95 skyboxes tra i quali alcuni grandissimi, tra i più grandi al mondo, in grado di ospitare anche 30 persone, e in grado di costare anche 6000 dollari a partita: è emozionante potervi accedere e ammirare dalle comode poltrone in pelle, dai seggiolini del piano-bar, dai posti riservati che danno sul campo, la bellezza e la maestosità del tempio vuoto; sul quale, da un lato, si staglia una parete verticale con un maxischermo enorme, e ampie e luminose finestre a vetrata: sono le 70 delle 350 camere dell'hotel del Rogers Centre, le camere che si affacciano sul campo di gioco e possono arrivare a costare, nei giorni di gara, prezzi esorbitanti; gli ospiti che soggiornano si impegnano a firmare un contratto con un preciso codice di comportamento e tutele legali: leggenda narra che una pallina battuta fuoricampo durante una partita di baseball entrò in una finestra, colpendo uno di una coppia di ospiti che soggiornava nell'hotel, e creando oltre al danno fisico, qualche grattacapo legale!
Oltre all'hotel, completano la struttura innumerevoli ristoranti, con vista o meno sul campo, aperti tutti i giorni, punti food and beverage operativi nei match day, e l'official fan shop...insomma, una piccola città in uno stadio, bellissimo...

Maple Leaf Sports & Entertainment partner SBS

Ma al di là dei numeri del Rogers Centre, di questa importante struttura che può o meno affascinare nei numeri, straordinaria è la sensazione di spostarsi da un posto all'altro all'interno dell'atmosfera ovattata e magica racchiusa dentro la cupola chiusa dello stadio vuoto, come un viaggio interstellare, in assenza di gravità, nel vuoto del mondo attorno...un'immersione nel suono dei propri passi lungo i corridoi, nella delicata eleganza dei boxes, nel silenzioso blu degli spalti e delle luci, infine, nel morbido sintetico verde del terreno di gioco: il blu vuoto attorno, il nero spazio in alto, la leggerezza ai propri piedi...come esser noi al centro dell'universo!
Facciamo una foto...Never, never, never...no, non saremo mai in un posto come questo un'altra volta!

Tommy Dal Santo
Studente VII edizione Master SBS

 

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