GIANMARCO POZZECCO AGLI STUDENTI SBS: "VI RACCONTO LA MIA VISIONE DELLO SPORT"
Gianmarco Pozzecco ha risposto a due ore di domande degli studenti del Master SBS
"Oddio, sentirmi definire professore mi fa un po’ paura, considerando anche che la scuola non è che la amassi particolarmente!"
Così Gianmarco Pozzecco ha iniziato il suo pomeriggio nelle vesti di “prof” di fronte agli studenti del Master in Strategie per il Business dello Sport a La Ghirada, raccontando la sua visione dello sport ed in particolare della pallacanestro, considerata dal campo e anche da dietro le quinte, ora che lavora per l’Armani Jeans Milano nello sviluppo dello junior program.
“Il mondo del basket è cambiato molto da quando ho iniziato – spiega “Poz” – sicuramente c’è più business e meno spontaneità e non è un discorso relativo solo alla pallacanestro: ho cominciato in un epoca in cui le gestioni erano più familiari, adesso è tutto molto più complesso, ma nello sport non può mai mancare quell’aspetto di genuinità che è poi il bello per chi ci guarda”.
(da sx: Gianmarco Pozzecco e CJ Wallace)
Tra i tantissimi aneddoti sulla sua lunga carriera e le gag con CJ Wallace, suo compagno di squadra a Capo d’Orlando e presente in aula (“A lui facevo sì da professore, nel senso che lo portavo a scuola quando giocavamo assieme”), Pozzecco ricorda alcuni momenti particolari, “Come la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene, penso che quella serata si stata in assoluto la più bella della mia vita sportiva, mi ha ripagato di tanti sacrifici e anche di qualche sofferenza, come il non essere stato presente agli Europei di Parigi nel 1999, di certo il momento più triste professionalmente parlando”.
(da sx: Gianmarco Pozzecco e CJ Wallace)
E, naturalmente, non potevano mancare i consigli agli studenti per il loro futuro: “Cercate di mettervi nella situazione ideale per fare quel che vi pare … scherzi a parte, penso che sia importante tanto nello sport come nella vita riuscire a volgere in positivo tutte le situazioni che ci possono accadere, anche se lì per lì possono portare solo sconforto. Mi è capitato varie volte di dovermi buttare alle spalle episodi negativi e ripartire di slancio, perché sono convinto che nello sport vince non chi è infallibile, ma chi sbaglia meno degli altri”.