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La seconda parte del diario che riassume il viaggio studio SBS a Toronto
(Ricoh Coliseum, uno degli impianti storici di Toronto, sede delle partite casalinghe dei Marlies)
DAY 2 RICOH COLISEUM...La Ricoh Coliseum è l'arena sportiva più antica di Toronto, costruita ai primi del Novecento. Quando ci arrivo, la prima cosa che mi viene in mente vedendola dall'esterno è la somiglianza dell'entrata all'ingresso della tribuna principale di qualche stadio inglese di vecchia tradizione, Anfield Road, Upton Park: la muratura di mattoncini piccoli e uniformi del periodo industriale, anche se chiari, e poi le arcate su porte e finestre, le vetrate, le colonne...a pensarci bene è l'incontro tra un edificio essenziale di un quartiere periferico inglese e un luogo istituzionale, legislativo o cultuale, tipicamente americano...è un'arena, è l'incontro dove le masse esercitano il proprio culto, il culto dello Sport...come il Colosseo, da cui il nome, come un vecchio stadio europeo.
(Il calendario dei Marlies, partite ed eventi)
E come per il Colosseo o lo stadio, dove l'esaltazione della folla è proporzionale al grado di lotta sul campo di gara, ecco che forse mi aspetto anche qui la viva partecipazione ed esaltazione per quello che è lo sport nazionale canadese, e forse il più intenso per rissosità, l'hockey su ghiaccio; oggi c'è in programma la partita tra Toronto Marlies e Rochester Americans, ed è un piacere poter assistere ad un evento dello sport nazionale, a cui nella nostra cultura non siamo quasi minimamente abituati; è una partita dell'AHL, American Hockey League, la seconda lega per questo sport in Nord America, dopo ovviamente l'NHL, a cui partecipa la squadra principale di Toronto, i Maple Leafs, e i cui biglietti, è incredibile solo a pensarci, sono sold out ben dal 1967 e ancora per numerosi anni a venire!
(Prima del match al Ricoh Coliseum suonano gli inni nazionali di Canada e Stati Uniti)
Quando entro all'interno dell'arena, ciò che mi colpisce di più è però il numero di bambini, con le famiglie e in gruppi, presenti all'ingresso: prima che venga aperto l'accesso agli spalti, si può accedere all'interno del palazzo a una piccola area divertimento con gonfiabili e giochi vari, dove i bambini si intrattengono giocando, aspettando di entrare: sono tantissimi, ridono scherzano e si divertono, in scolaresche, coi genitori o gli amici che partecipano coinvolti; anche all'interno dell'arena di gara, poi, il clima è tutt'altro che quell'infuocata e sfrenata passione che forse mi aspettavo, il clima da stadio o "coliseum" europeo: in un ambiente sereno c'è la celebrazione dell'esercito canadese impegnato all'estero, per cui la squadra di casa ha fatto gadgets e magliette celebrative...è un emozione ascoltare prima della gara, come prima di ogni altra partita di qualsiasi sport in america, gli inni nazionali canadese e americano...
La partita poi è una festa, che i tifosi delle squadre, con le loro diverse maglie e gadgets, vivono insieme senza barriere o divisioni, dove ciò che conta non è l'agonismo della gara, ma la condivisione e il divertimento dell'entertainment; anzi la partecipazione a ciò che succede sul ghiaccio è limitata...i tre tempi sono assai lunghi - e le uniche emozioni che coinvolgono fortemente il pubblico sono le reti (ne vediamo solo 3, la partita finisce 2-1 per gli ospiti) e qualche singola giocata o scontro, per il resto il tempo viene scandito a intervalli più o meno lunghi da qualche spontaneo e ripetitivo Let's go Marlies che parte da qualche parte degli spalti!
(L'ingresso in campo dei Marlies, tra musica e spettacolo: anche in AHL la filosofia è orientata all'entertainment)
E tra gli spettatori anche noi del Master SBS abbiamo il nostro momento di gloria: durante uno dei tanti spettacoli che intrattengono il pubblico durante le interruzioni di gioco (cheerleaders, sponsor games ecc...), sul gigante tabellone quadrangolare posto sopra il centro del campo compare la scritta: Welcome, Università Ca' Foscari...esultiamo, ci siamo anche noi, we're part of the game!
Le pause tra un tempo e l'altro poi, a dir la verità, sono ancora più lunghe del tempo di gioco...ma li ti accorgi facilmente di ciò che avviene fuori dal campo: lunghe file affollano i numerosi food and beverage points, continuando anche durante la partita...la gente ama consumare beer, coke, popcorn, icecream, sandwich, hamburger, fries, chips, ecc., perdendosi anche spezzoni interi di gara, mangiando e conversando amabilmente nel frattempo.
DI SEGUITO LA FOTOGALLERY COMPLETA DEL VIAGGIO STUDIO A TORONTO 2012
In questo clima festivo e popolare la partita sembra scivolare via, come un pattinatore su ghiaccio...a 53 secondi dalla fine, dopo uno scontro di gioco, si scatena la rissa generale in campo: il pubblico si infiamma, grida, impreca...si diverte...perché non ci sono scontri, ne atti violenti: la rissa è funzione dell'entertainment, non del risultato sportivo...!
Dopo l'incontro e la foto finale di gruppo che i giocatori fanno con i rappresentanti invitati dell'esercito, veniamo accompagnati da Michael Carlesimo, coordinator, game operations and community relations manager alla Maple Leafs Sports and Entertainment, società che controlla anche i Marlies, ad un veloce giro dell'arena; ci spiega come, nell'ottica appunto che lega profondamente sport ed entertainment nel business americano, la Ricoh Coliseum non ospiti semplicemente partite di hockey, ma anche 30-40 non-hockey events, tra i quali un importante manifestazione equestre a novembre e i giochi d'acqua a gennaio (quasi come ci fosse l'Ontario lake riprodotto in miniatura).
(La foto di gruppo finale dei Marlies con i rappresentani dell'esercito)
Inoltre, capisco finalmente come la forte presenza di bambini incontrati sia un preciso target verso cui si rivolge la direzione dei Marlies: da una suite sulla parte più alta dell'arena, con una spettacolare vista sulla pista di ghiaccio, che nel frattempo è stata aperta a ragazzi e bambini che pattinano divertendosi, il manager spiega la fortissima associazione Marlies-target giovane ricercata: a questo proposito è stato fatto due anni fa un re-brand generale del marchio Marlies, un brand diventato alternative, fresco, che ha voluto in tal modo associarsi ai giovani e ospitare nella propria arena soprattutto famiglie e scolaresche; proprio nel prossimo mercoledì, come avviene altre volte nel corso della stagione, la partita verrà effettuata, caso curiosissimo, in mattinata, per permettere a kids and teachers di partecipare con le proprie scuole: a school day game!
Anche l'offerta si regola di conseguenza, con prezzi accessibili ed eventi di intrattenimento adeguati: il prezzo delle 12 suites, ad esempio, è di appena 40$ a persona per partita, molto poco rispetto a tutti gli altri palazzetti o stadi! Il fatto è che tutto il mondo Marlies è percepito, in maniera integrata, come un first level, un primo passaggio obbligato per accedere poi al magico mondo incantato della più grande squadra sportiva di Toronto, i Maple Leafs...
(L'incontro con Michale Carlesimo, manager della Maple Leaf Sports & Entertainment)
Development è la parola chiave: la squadra è un incubatore che sviluppa talenti e allenatori per la squadra della lega maggiore, i giovani vengono portati all'arena ed educati all'hockey nell'attesa che abbiano l'occasione di andare a vedere i Maple Leafs, o addirittura di giocarvi, perché la concezione è quella per cui al Coliseum non ci sono solo spettatori dell'AHL, ma soprattutto fan, attuali o potenziali, della NFL; persino i manager, dice Carlesimo, possono in questa realtà formarsi e crescere professionalmente, sognando in futuro, chissà, i Maple Leafs...a first step, to the next level!
La passione al Coliseum non è la passione per la lotta del Colosseo, dello stadio europeo, ma la gioia di vedere ragazzi e bambini che si divertono e crescono assieme, nella passione per lo sport! DAY 3 NIAGARA FALLS...Sul pullman che da Toronto porta alle Cascate del Niagara scivola veloce un'ora e mezza di tempo, scorrendo sulle immagini dell'Ontario Lake al lato della highway, dove fumose industrie sembrano ormeggiare su riflettenti e brillanti specchi d'acqua...e come scorre veloce il tempo, tra qualche timido risveglio, qualche risata, e l'ascolto di buona musica, così d'un tratto una quasi primaverile giornata di sole scivola via per lasciar posto a una grigia atmosfera, di quel grigio calmo tipico del Nordamerica, quella cupa serenità che spesso preannuncia la quiete, prima della tempesta...
E così fiocchi consistenti portati dal vento iniziano ad imbiancare l'aria e le strade, e giungono incontro con i fanali accesi delle auto che sfrecciano sulla corsia opposta, immergendo d'un tratto in una tipica giornata invernale...le affascinanti contraddizioni dell'America...
(Una veduta delle cascate del Niagara, visitate dagli studenti il terzo giorno di permanenza in Canada)
E mentre penso a questo, mentre ci avviciniamo alla meta, mentre il fumo delle fabbriche si mescola di più al biancore del cielo nevoso, penso stranamente ad un corso di storia greca, seguito all'università qualche anno fa, ad una ricerca fatta di interminabili pomeriggi in biblioteca, all'ansia della prima presentazione in pubblico, a mo di conferenza, di fronte all'intera classe: Physis e Techne, la natura e l'arte, la naturalezza e la tecnica...una diade affascinante, uno dei rapporti più intensi e problematici della storia dell'uomo; ecco, forse ne colgo il senso, perché qui, nella terra dove l'uomo ha esteso il suo artificio e dominio fino a creare città che si elevano, letteralmente e metaforicamente, al cielo, riducendo la natura e l'uomo stesso a "risorse" sfruttabili fin là dove possibile, dove uomini e terre calpestati diventano tuttalpiù "riserve", dove regna l'astratto e sempre più astratto mondo del commercio e della finanza, e la concreta natura fatta di corpi ed emozioni svanisce nell'ombra...
(Le cascate del Niagara con una veduta da altro versante)
Ecco qui, nella contraddizione, anche si erge uno dei più grandi spettacoli naturali del mondo...Snowy Niagara Falls...è un'emozione fortissima, è uno spettacolo unico...scendere dal pullman e in quel respiro d'aria di neve, quel respiro che ti penetra dentro pulito e fresco, e riempie l'anima di salute, incontrare, sotto un forte fioccare e un vento freddissimo che ti stampa il gelo sulle guance, la potenza della natura che quasi esplode con gesto ribelle. Un simile teatro non si può descrivere, si vive, scorre sulla pelle per penetrarvi dentro, per innestarsi sulle tracce della memoria, dove rimane e rimarrà sempre...e quando le parole provano a ripescarlo, è sempre un ricordo vivo ma sfuggevole, un racconto vissuto, ma incompleto.
Per questo, forse, i Greci quasi non avevano la pretesa di possedere e dominare la physys, che di volta in volta assume connotazioni e coloriture diverse, perché è lo stesso gioco dell'essere, cui partecipa anche il mondo e gli uomini come suoi attori, il ciclo cosmico che muta e incessantemente si ripete, che "è il medesimo per tutti, non lo fece nessuno degli dei e degli uomini, ma sempre era, è, e sarà fuoco sempre vivente, che si accende e si spegne secondo giusta misura" dice Eraclito, quella misura o principio di giustizia "donde gli esseri hanno la loro origine lì hanno anche la loro distruzione, secondo necessità, poiché essi pagano l'un l'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo" (Anassimandro)... La natura come il cerchio stesso della vita, dove tutto accade e nel tempo nasce e perisce; la physis accade, nel silenzio degli uomini...e alle cascate l'unico rumore che si sente e sovrasta tutti gli altri è il fragore dell'acqua che si abbatte in tutta la sua potenza...
(Una foto di gruppo degli studenti sotto le cascate del Niagara)
Solo che la physis è andata ormai persa, e non è la natura, per quanto bella e imponente, che si incontra alle Cascate del Niagara; dopo il cammino e le foto lungo il muretto dirimpetto a questo eccezionale spettacolo, il freddo fa optare per il Welcome Centre che accoglie i turisti, dove c'è una caffetteria, un fast food, e vari negozi di souvenir...una colazione veloce, un giretto e qualche acquisto, e poi di lì si accede al tour Behind the falls: compriamo il giretto, si può scattare appena entrati una foto di gruppo, venduta poi al termine del tour, che con un fotomontaggio mette un'immagine memorabile delle cascate sullo sfondo dei volti; un ascensore poi porta giù, dentro la roccia, di circa 40-50 metri, dove un tunnel artificiale sbocca sul fronte della cascata, e poi, attraverso un altro cunicolo, dietro di essa...è uno sguardo bellissimo...
Le emozioni si inseguono e si incarnano nei corpi, felici e sazi torniamo in superficie e pranziamo al fast food, prima di ripartire...
La physis è stata ammaestrata dalla techne, in funzione dell'artificialità che intende racchiudere uno straordinario scenario divino dentro uno sguardo puramente e finemente commerciale, umano, troppo umano...miseramente umano! Le Niagara Falls sono un marchio su cui l'artificio dell'uomo si ingegna per guadagnare: occasioni di profitto, tutto viene vissuto in funzione del profitto!
(I grattacieli e i complessi alberghieri sorti a fianco delle cascate del Niagara)
La natura a misura della tecnica, un'altra grande contraddizione americana, ormai mondiale...
Così, mentre abbandoniamo questi incantevoli spazi, solo apparentemente naturali, ci immergiamo in un bellissimo e colorato paesino che fa da sfondo e cornice a questo scenario: una ruota panoramica si staglia sullo sfondo, coloratissime sale giochi e divertimenti, cinema, fast food e ristoranti, tutto pervaso da insegne e marchi globali...la forza della natura non è solo alle nostre spalle, è stata vinta dal global market, da un altro modo di vita fondato su una diversa visione del mondo, completamente diversa...
Ma, così come abbiamo gli animi pervasi dalla gioia di essere stati, in una giornata nevosa piena di fascino, in uno dei teatri naturali più straordinari al mondo, vano sarebbe rimpiangere l'antica visione della physys: in fondo anche quella filosofia mitica, non era che uno sguardo, forse umano, forse romanticamente divino, ma uno sguardo...tanto quanto quello sguardo tipicamente americano che si è scordato quella visione, dove la techne impone al mondo il suo dettato...
In fondo, da sempre, tecnica e natura compartecipano l'una dell'altra, si coappartengono nell'intimo, si guardano e si sfidano, nella prevalenza dell'una o dell'altra...questione di sguardi, anche per noi: essere ciechi di fronte a questo, vedere solo l'una o l'altra, vedere la loro appartenenza e unione reciproca, sta nel modo in cui le si guarda, guardando il mondo!
Tommy Dal Santo Studente VII edizione Master SBS
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